Un’allert per i continui solleciti di pagamento.

La pratica di inviare continui avvisi di pagamento ai debitori sta diventando sempre più comune, specialmente da parte dei fornitori al Condominio e di conseguenza dell’amministratore nei confronti dei condomini. Questi avvisi, spesso inseriti direttamente nelle buche delle lettere, non solo comunicano l’esistenza di debiti arretrati, ma minacciano anche la disconnessione delle utenze e l’avvio di azioni legali.

E’ importante considerare che invio ripetuto e minaccioso di avvisi di pagamento può costituire un reato. Ecco alcune considerazioni legali riguardo a questa pratica:

Atti persecutori: La condotta del creditore che insiste così tanto da intimorire il debitore o da costringerlo a cambiare abitudini di vita (ad esempio cambiare strada) può rientrare nel reato di atti persecutori. In altre parole, se il creditore stressa eccessivamente il debitore con continui avvisi di pagamento, potrebbe commettere un reato.
Molestia telefonica: La giurisprudenza ha stabilito che inviare continui messaggi (sms o Whatsapp) o tentare più volte di telefonare per ottenere il pagamento può configurare il reato di molestia telefonica. Anche se non sussiste il reato di minaccia nel caso in cui il creditore manifesti al debitore l’intenzione di denunciarlo o di agire contro di lui dinanzi al giudice, la molestia può essere querelabile entro tre mesi.
Uso improprio dei dati personali: La Corte di Cassazione (28/03/2017, n. 15221) ha ritenuto integrato il reato da parte di chi utilizza dati personali in modo illecito al fine di trarne un profitto personale o di danneggiare l’interessato.

In sintesi, mentre è legittimo richiedere il pagamento, insistere in modo eccessivo e minaccioso può avere conseguenze legali. L’amministratore di un condominio che invia in modo massiccio avvisi di morosità, con l’intento di informare il debitore del suo obbligo, deve prestare attenzione nel non esercitare una pressione psicologica, al fine di accelerare il pagamento. Questa pressione può andare oltre la semplice comunicazione di un debito, trasmettendo un messaggio implicitamente denigratorio sul destinatario della comunicazione. Il sistema giuridico italiano offre meccanismi ben definiti per il recupero dei crediti, che garantiscono il buon esito dell’azione legale contro i debitori, sia che si tratti del condominio nel suo insieme sia, in ultima istanza, dei singoli condomini. Questi strumenti legali dovrebbero rendere superflua la necessità di ricorrere a pratiche che potrebbero essere interpretate come tentativi di “intimidire” o “discreditare” piuttosto che come legittimi sforzi di recupero crediti.

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